Mafie in pentola
Libera Terra, il sapore di una sfida

Progetto di teatro, legalità e cultura gastronomica

a cura di Tiziana Di Masi e Andrea Guolo
Il debutto
Libera Terra
www.liberaterra.it

Trailer ufficiale di Mafie in pentola

Cibo e lotta alle mafie, teatro gastronomico e l’impegno per il recupero della memoria storica: i miei due ambiti di lavoro decennale finalmente si coniugano e si intrecciano in un progetto che è nato così, da un’idea sorta una mattina di novembre..all’improvviso e casualmente, come nascono le migliori cose.

Ancora una volta uso il cibo, come straordinaria metafora della vita e mezzo efficace per raccontare delle storie, storie di vita, lavoro, di sfide vinte e di battaglie ancora in corso. Un’idea che pian piano è diventato progetto reale e che sarà lo spettacolo che debutterà a ottobre prossimo: Mafie in pentola-Libera Terra il sapore di una sfida.

Finanziato da Coop Adriatica e sostenuto da Libera-Associazione nomi e numeri contro la mafia, Mafie in pentola nasce dalle esperienze e dai viaggi di Andrea Guolo e Tiziana Di Masi sui terreni confiscati alle mafie da nord a sud dove in questi ultimi mesi abbiamo raccolto interviste, documenti e materiale audio-video, con la preziosa disponibilità di tutti coloro che li lavorano che ci hanno accolto e aiutato a comprendere il significato più profondo del loro lavoro su quelle terre.

Milioni di ettari di terreno tra Sicilia, Calabria, Campania, Puglia, hanno assistito a secoli di violenza, sfruttamento, illegalità, omicidi. E dalle grandi regioni del sud le mafie si sono estese fino al nord. Ora quelle stesse terre, liberate dalla mafia con lo strumento della confisca previsto dalla legge 109/1996, offrono al mercato alcuni gioielli enogastronomici del nostro Paese: dai vini (come “I Cento Passi”) alle conserve, i mieli, i legumi e l’olio extravergine, la pasta. Tutti prodotti all’interno di cooperative come la Placido Rizzotto e la Pio La Torre di San Giuseppe Jato (Palermo), Terre di Puglia di Mesagne (Brindisi), Valle del Marro a Gioia Tauro (Reggio Calabria), la cascine Bruno e Carla Caccia a Sen Sebastiano Po e Cascina Arzilla a Volvera (Torino).

I prodotti eccellenti che su queste terre nascono sono il simbolo più concreto della lotta alla mafia e del nostro riappropriarci di un bene comune, segni tangibili che la lotta alla cosche può essere vinta creando occasioni di lavoro nel pieno rispetto della legalità e nel rispetto della terra.

E allora perchè non raccontare la storia di questa sfida che Libera terra ha vinto e che continua a combattere ogni giorno attraverso i cibi che nascono da queste stesse terre?

Viaggiando da sud a nord io e Andrea Guolo abbiamo composto per Mafie in pentola un esemplare menù della legalità, dall’antipasto al dolce per comporre un pasto completo. Storie di Vino, Olio, Taralli, friselle, peperoncini, melanzane, legumi, pasta, mozzarelle di bufala, torrone, miele, marmellate, limoncello, si intrecciano in un crescendo di gusto e di emozione con le parole di chi quei prodotti li ha seminati, coltivati e portati nelle nostre tavole, un intreccio gustoso ed esilarante, che riempie di sapore coscienze e stomaci.

Portare queste storie a teatro, in piazza, nelle scuole, implica la personificazione di chi oggi lavora nelle terre confiscate. Storie di vita quotidiana, odori, sapori e impegno per ottenere un risultato che gli stessi spettatori potranno degustare e, volendo, acquistare alla fine della rappresentazione.

Lo spettacolo si chiama Mafie in pentola ma credetemi abbiamo pensato per mesi a quale fosse il titolo giusto e ho trovato questo. Ho pensato che il titolo fosse bello, ad effetto e sensato perché attraverso queste esperienze le mafie hanno subito un colpo ben più duro di quanto si potesse immaginare all’approvazione della legge 109, e il perché lo sentirà chi vorrà vedere lo spettacolo. Le cooperative le hanno messe in pentola, cotte per bene e in qualche caso se le sono pure mangiate. Non è stato facile ma il pranzo oggi è servito e tanti altri prodotti stanno arrivando sulla nostra tavola. In Sicilia è nata la cooperativa Beppe Montana, nella parte catanese, che prepara delle straordinarie marmellate di agrumi e punta ai succhi di frutta. A Isola Capo Rizzuto, in Calabria, è attiva la seconda cooperativa in un territorio per certi versi più difficile di Polistena. In Campania, aspettando la mozzarella, sono disponibili i paccheri di Gragnano, i paccheri di Don Diana con il grano coltivato nelle terre dei casalesi . E poi c’è tutto il nord, dove abbondano sequestri e confische di terreni perché le mafie sono ovunque, dagli appalti alle grandi opere, dalla finanza allo spaccio di stupefacenti. Promette bene! Dovunque si consuma droga c’è un’organizzazione che la vende e quell’organizzazione è in mano alle mafie. La lotta contro questo sistema inizia dalle piccole cose, dalla quotidianità. Quando acquistiamo un prodotto qualsiasi, facciamolo scegliendo la qualità e anche quel che rappresenta. Compriamo sempre per scelta, mai per noia o per necessità. Informiamoci, anche così si combattono le mafie. Noi intanto la mafia cerchiamo di metterla in pentola e di chiuderlo quel coperchio per gustarci solo il bello della vita.

Libera Terra
Locandina dello spettacolo     (file .pdf - peso: 3 MB)

Scheda del progetto     (file .pdf - peso: 913 KB)

Viaggio libero...

In scena!

Il debutto

Dicono di Mafie in Pentola

Video

La tournée

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