Mafie in pentola
Libera Terra, il sapore di una sfida

Progetto di teatro, legalità e cultura gastronomica

a cura di Tiziana Di Masi e Andrea Guolo
Il debutto
Libera Terra
www.liberaterra.it

Trailer ufficiale di Mafie in pentola     Mafie in pentolino

Premio “Carlo Alberto Dalla Chiesa” 2014

Premio “Cultura contro le mafie” 2014

Mafie in pentola è un progetto di teatro civile gastronomico realizzato da Tiziana Di Masi e Andrea Guolo in collaborazione con Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie), Avviso Pubblico (enti locali e regioni per la formazione civile contro le mafie) e sostenuto dalle Coop Adriatica, Nordest e Lombardia. Uno spettacolo, sin dalla data del suo debutto, definito originale e straordinariamente efficace da Don Luigi Ciotti , che riesce a raccontare di un'antimafia possibile praticata nella quotidianità.

"Un meraviglioso spettacolo che unisce etica ed estetica" Don Luigi Ciotti, 9 ottobre 2010, Teatro di Forlimpopoli

Dal 9 ottobre 2010 (data del suo debutto) Mafie in pentola sta girando in tutta Italia per raccontare il successo della realtà di Libera Terra e ha superato il traguardo delle oltre 160 repliche su tutto il territorio nazionale raccogliendo notevoli consensi di pubblico e stampa, toccando anche luoghi simbolo della lotta alle mafie (Corleone, Casal di Principe, Locri, Isola di Capo Rizzuto, San Pietro Vernotico). L’inchiesta giornalistica condotta da Andrea Guolo (premio Cronista dell’anno 2011) sui terreni confiscati alle mafie e sui prodotti che le cooperative di Libera Terra sono state capaci di ottenere da quei terreni, è stata trasformata da Tiziana Di Masi in uno spettacolo brillante, goloso e coinvolgente per il pubblico, chiamato a degustare quei cibi sul palcoscenico ascoltando le storie che hanno dato origine agli stessi. Mafie in pentola. Libera Terra, il sapore di una sfida è il racconto di un viaggio all’interno delle cooperative di Libera dove, sui terreni un tempo in mano alle mafie, è nata una "bella economia" i cui cardini si chiamano agricoltura biologica, qualità, lavoro e rispetto delle leggi. È uno spettacolo che si fonda sulla speranza e sulla rinascita, perché la terra non smette mai di rigenerarsi, basta concederle la possibilità. Ed ecco che nella Piana di Gioia Tauro, dagli ulivi abbattuti dalla ‘ndrangheta per ricavarne legname e non cederlo alle cooperative, si originano quei polloni che daranno l’olio della speranza; ecco i vigneti bruciati dalla sacra corona unita in Puglia che tornano a fiorire e a regalare un grande vino; ecco in Sicilia l’affermazione di un’agricoltura che rompe il muro delle regole mafiose e versa finalmente i contributi ai lavoratori. Ecco infine le cooperative sorgere anche al nord, in Piemonte come in Lombardia, sempre più stretto nella morsa delle mafie che controllano tutti i suoi traffici. È uno spettacolo sul gusto e su alcune tra le eccellenze del nostro settore agroalimentare. Con un’interpretazione capace di sfumare dal drammatico al brillante e attraverso il coinvolgimento diretto del pubblico, chiamato sul palco ad assaggiare i prodotti, non “chiude” lo stomaco dello spettatore, bensì stimola la sua “fame” di legalità e di cose buone. Il cibo si fa memoria e occasione di riscatto sociale.



Viaggiando da sud a nord io e Andrea Guolo abbiamo composto per Mafie in pentola un esemplare menù della legalità, dall’antipasto al dolce per comporre un pasto completo. Storie di vino, olio, taralli, friselle, peperoncini, melanzane, legumi, pasta, mozzarelle di bufala, torrone, miele, marmellate, limoncello, si intrecciano in un crescendo di gusto e di emozione con le parole di chi quei prodotti li ha seminati, coltivati e portati nelle nostre tavole, un intreccio gustoso ed esilarante, che riempie di sapore coscienze e stomaci.

Portare queste storie a teatro, in piazza, nelle scuole, implica la personificazione di chi oggi lavora nelle terre confiscate. Storie di vita quotidiana, odori, sapori e impegno per ottenere un risultato che gli stessi spettatori potranno degustare e, volendo, acquistare alla fine della rappresentazione.

Lo spettacolo si chiama Mafie in pentola ma credetemi abbiamo pensato per mesi a quale fosse il titolo giusto e ho trovato questo. Ho pensato che il titolo fosse bello, ad effetto e sensato perché attraverso queste esperienze le mafie hanno subito un colpo ben più duro di quanto si potesse immaginare all’approvazione della legge 109, e il perché lo sentirà chi vorrà vedere lo spettacolo. Le cooperative le hanno messe in pentola, cotte per bene e in qualche caso se le sono pure mangiate. Non è stato facile ma il pranzo oggi è servito e tanti altri prodotti stanno arrivando sulla nostra tavola. In Sicilia è nata la cooperativa Beppe Montana, nella parte catanese, che prepara delle straordinarie marmellate di agrumi e punta ai succhi di frutta. A Isola Capo Rizzuto, in Calabria, è attiva la seconda cooperativa in un territorio per certi versi più difficile di Polistena. In Campania è nata la cooperativa Terre di Don Peppe Diana, dove la protagonista è la mozzarella di bufala campana dop, ma sono disponibili i paccheri di Gragnano, i paccheri di Don Diana con il grano coltivato nelle terre dei casalesi . E poi c’è tutto il nord, dove abbondano sequestri e confische di terreni perché le mafie sono ovunque, dagli appalti alle grandi opere, dalla finanza allo spaccio di stupefacenti. Promette bene! Dovunque si consuma droga c’è un’organizzazione che la vende e quell’organizzazione è in mano alle mafie. La lotta contro questo sistema inizia dalle piccole cose, dalla quotidianità. Quando acquistiamo un prodotto qualsiasi, facciamolo scegliendo la qualità e anche quel che rappresenta. Compriamo sempre per scelta, mai per noia o per necessità. Informiamoci, anche così si combattono le mafie. Noi intanto la mafia cerchiamo di metterla in pentola e di chiuderlo quel coperchio per gustarci solo il bello della vita.


Libera Terra
Locandina dello spettacolo     (file .pdf - peso: 3 MB)

Scheda del progetto     (file .pdf - peso: 913 KB)

Viaggio libero...

In scena!

Il debutto

Dicono di Mafie in Pentola

Video

La tournée

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