Teatro Gastronomico
Teatro da gustare

teatro gastronomico

Il cibo è per me straordinaria metafora di nutrimento, di vita; il suo valore simbolico ne fa quasi un archetipo del mio modo di vivere e concepire il teatro.

Perchè tanta attenzione al cibo, a qualcosa di apparentemente così banale nel suo essere bisogno primario dell’essere umano?

Perchè il cibo è cultura, è tradizione, è memoria, è bellezza.
Il cibo entra in relazione con una dimensione stimolante e imprescindibile dal punto di vista estetico: l'elaborazione di particolari comportamenti e rituali, l'universo della tavola fatto di luoghi, colori ed atmosfere, il cibo come legame.
Ognuno di noi sperimenta giorno per giorno come l'esperienza estetica accompagni e condizioni in senso positivo o negativo l'atto del nutrirsi. Come suggerisce il professor Massimo Montanari, nonchè mio compagno artistico in uno dei più bei progetti teatrali legati alla tematica del cibo, il bello da mangiare non è un privilegio per pochi...Il bello è un'esigenza primaria dell'individuo e della società. Il bello è naturale, ma bisogna coltivarlo, dunque è anche cultura. Il bello rende le cose più accettabili, più piacevoli, più buone. Così è del cibo: per essere veramente buono, deve essere veramente bello.
Per me il cibo è pura bellezza, nella misura in cui diventa diretto nutrimento di un’anima, più che di un corpo umano; e come se quanto viene ingerito, divenendo parte di noi stessi riuscisse ad influenzare ciò che siamo.
Da sempre nella lunga storia dello spettacolo c’è stato un forte connubio tra cibo e teatro. Infatti già durante l’epoca romana le manifestazioni teatrali avvenivano di continuo durante particolari feste: ora religiose, ora dinastiche, ora orgiastiche.
Tornando poi alla mia terra natale e alle mie origini culturali risalgo a Pulcinella, antica maschera napoletana, dove questo forte connubio tra cibo e teatro è ancora più forte. Pulcinella ama mangiare, è alla continua ricerca di cibo, avverte incessantemente un gran bisogno di sfamarsi. Il cibo è per lui una vera e propria fissa, difatti la sua principale paura è proprio quella di rimanere digiuno.
Nella mia fame di conoscere, sperimentare, di emozionarmi mi sono riscoperta una moderna Pulcinella che desidera nutrirsi di sapori antichi e nuovi senza mai stancarsi di cercare il proprio personale nutrimento che affonda le radici nell’impegno, nel confronto col diverso, nell’apertura al nuovo, nella voglia di mettersi alla prova per migliorarsi di giorno in giorno.

Il mio progetto di teatro gastronomico - Teatro da gustare comprende tre spettacoli che interpretano in maniera differente e variegata l’immagine del cibo in tutte le sue forme e significati, inteso sempre e comunque come fonte di ispirazione artistica e specchio della mia estetica di teatro.


Pranzo a Santa Maria Incoronata. Monologo comico-nostalgico

Garganelli al ragù della Linina. Giallo gastronomico

Escargot e brachetto?!! Commedia sull’alta cucina

Hansel e Gretel, una fiaba da...gustare!



Galleria fotografica degli spettacoli